Dal confronto dei due video precedenti abbiamo potuto notare alcune significative differenze che, in maniera più o meno esplicita, sono state colte dai coraggiosi che hanno commentato il post inaugurale. Gli esperti ci dicono che la versione di Herreweghe è un'esecuzione che rispetta la prassi esecutiva antica. Quando si è iniziato ad eseguire il repertorio antico secondo i criteri filologici?
Verso la fine del XIX secolo a Londra ebbe origine un movimento, guidato da Arnold Dolmetsch, il cui scopo era quello di ricostruire la prassi esecutiva storica. Il saggio di Dolmetsch, The Interpretation of the Music of the XVII and XVIII Centuries, pubblicato nel 1915, si può considerare l'atto di avvio del movimento dell'early music nel XX secolo (per gli interessati; A. Dolmetsch, L'interpretazione della musica dei secoli XVII e XVIII/, Milano, Rugginenti, 2005). Oltre allo studio interpretativo e stilistico, Dolmetsch si interessò alla ricostruzione degli strumenti barocchi; in particolare diede un grande impulso alla riscoperta del flauto dolce e della viola da gamba. Altra personalità importante di quegli stessi anni è Wanda Landowska, la quale ripropose per la prima volta l'esecuzione al clavicembalo (uno strumento completamente diverso da quello che siamo abituati a vedere e sentire) delle opere del XVIII secolo. La stessa Landowska scrisse nel 1909 il trattato Musique ancienne e, nel 1925, fondò in Francia l'École de Musique Ancienne. Dobbiamo aspettare gli anni '30 per trovare un'istituzione completamente dedita alla musica antica. Il primo centro di insegnamento e ricerca consacrato alla musica antica secondo il nuovo spirito "filologico", fu la Schola Cantorum Basiliensis fondata nel 1933 da Paul Sacher e da August Wenzinger. Nel 1946 in Inghilterra fu fondata la Galpin Society, specializzata nello studio e nella ricostruzione degli strumenti antichi. Dopo la seconda guerra mondiale, già a partire dagli anni '50, ma in maniera più convinta negli anni '60-'70, il revival della musica antica interessò, oltre all'Inghilterra con le figure dominanti di Alfred Deller e David Munrow, soprattutto i Paesi Bassi con Gustav Leonhardt, Frans Brüggen e Anner Bijlsma, il Belgio con i tre fratelli Sigiswald, Wieland e Barthold Kuijken e l'Austria con Nikolaus Harnoncourt e René Clemencic. Quasi tutti questi musicisti, tranne Clemencic, Munrow e Deller, si dedicarono (e si dedicano) esclusivamente al repertorio barocco e classico. Alla riscoperta della musica medievale contribuirono Konrad Ruhland, Andrea von Ramm, Thomas Binkley e Paul Hillier, solo per fare alcuni nomi. Nel campo della musica vocale emersero negli stessi anni i primi cantanti specializzati nel repertorio antico: fra questi, oltre ad Alfred Deller, i controtenori Paul Esswood e James Bowman, il tenore Nigel Rogers e il soprano Emma Kirkby.
Fra gli esempi più illustri ed influenti di esecuzioni con strumenti antichi si può annoverare l'incisione integrale delle cantate di Bach realizzata fra il 1971 e il 1990 da Nikolaus Harnoncourt e Gustav Leonhardt e l'incisione dei concerti dell'op. 8 Il Cimento dell'Armonia e dell'Inventione di Antonio Vivaldi da parte del Concentus Musicus Wien diretto da Harnoncourt (1977). Nel 1973 fu fondata la rivista Early Music, pubblicata dalla Oxford University Press, tuttora considerata la più autorevole del settore e che, fin dai suoi esordi, è stata un punto di riferimento tanto per i musicologi quanto per gli esecutori.
Nel corso degli anni ottanta e novanta si sono moltiplicati in tutta Europa, negli USA e in Giappone i complessi vocali e strumentali specializzati nelle esecuzioni storiche; contemporaneamente sono nate riviste specializzate, festival e stagioni concertistiche e un mercato discografico specifico. Infine il concetto di esecuzione storicamente informata è stato applicato anche al repertorio classico e romantico.
Dopo questa breve panoramica sugli inizi del movimento della early music passiamo agli ascolti. I primi quattro video mostrano esecuzioni su strumenti originali effettuate tra la fine degli anni '60 e gli anni '70. Il quinto video riporta il primo coro dell'Oratorio di Natale di Bach, questa volta su strumenti moderni, in un'esecuzione del 2005. Lo potrete confrontare con il primo video (che riporta lo stesso brano con strumenti antichi); un confronto inverso rispetto a quello del primo post in cui l'esecuzione con strumenti moderni era degli anni '70. Nel sesto video una giovane Emma Kirkby interpreta Handel; in quello successivo potrete ascoltare Emma Kirkby in una registrazione del 2001.
Johann Sebastian Bach
Jauchzet, Frohlocket - Weihnachtsoratorium
Tölzer Knabenchor - Concentus Musicus Wien
Nikolaus Harnoncourt
Jauchzet, Frohlocket - Weihnachtsoratorium
Tölzer Knabenchor - Concentus Musicus Wien
Nikolaus Harnoncourt
Claudio Monteverdi
Deus in adiutorium & Dixit Dominus - Vespro della Beata Vergine
Arnold Schönberg Chor - Tölzer Knabenchor - Concentus Musicus Wien
Nikolaus Harnoncourt
Deus in adiutorium & Dixit Dominus - Vespro della Beata Vergine
Arnold Schönberg Chor - Tölzer Knabenchor - Concentus Musicus Wien
Nikolaus Harnoncourt
Gustav Leonhardt nei panni di Johann Sebastian Bach nel film
Chronik der Anna Magdalena Bach (1968)
Gustav Leonhardt dirige la Passione secondo Matteo
Scena tratta dal film Chronik der Anna Magdalena Bach (1968)
Johann Sebastian Bach
Jauchzet, Frohlocket - Weihnachtsoratorium
Münchener Bach-Chor
Bach-Collegium München
Bach-Collegium München
Peter Schreier
Georg Friedrich Händel
But who may abide - Messiah
Emma Kirkby, soprano
Georg Friedrich Händel
Quoniam tu solus sanctus & Cum sancto Spiritu - Gloria
Emma Kirkby, soprano
Royal Academy of Music Baroque Orchestra
Laurence Cummings
Royal Academy of Music Baroque Orchestra
Laurence Cummings
Ou Musico....mi te voio anca ben quindi no vago oltre.....:D
RispondiEliminaPosso cmq dedurre che stai bene e questo mi fa piacere....fatte vivo ogni tanto!!!
El Boss!!!
Grazie del magistrale riassunto storico della nascita del movimento dell'Early Music; pensa che c'erano cose che ancora non sapevo!!
RispondiEliminaEmma è Emma e non si può dire nient'altro se non che è meravigliosa oggi come agli albori!!
Tornando alle cose "serie" è molto interessante il confronto inverso perché mette in evidenza come, anche chi esegue su strumenti moderni ai giorni nostri, tuttosommato, si faccia influenzare in modo positivo dagli studi filologici. Infatti, mi sembra, che coro e orchestra, nell'esecuzione di Schreier, rispettino i criteri della prassi esecutiva informata se non per il fatto che usano strumenti moderni.
Dall'altra parte si riesce a notare quanti progressi sono stati fatti nelle esecuzioni informate, dai primi tentativi fatti con i pochi strumenti a disposizione, che hanno comunque un'importanza molto rilevante per lo sviluppo della ricerca, ai risultati - che oserei definire, in alcuni casi, eccellenti - dei giorni nostri.
Tommaso M.
Concordo con Tommaso: Emma forever.
RispondiEliminaE' interessante notare come le esecuzioni odierne condotte su strumenti moderni possano, in qualche modo, ritenersi "storicamente informate". Certo, mancano gli strumenti antichi, ma non per questo non si possono applicare fraseggi e articolazioni tipici del periodo barocco. Tutto sta nel suonare lo strumento in maniera intelligente (ricordo una bellissima Passione secondo Giovanni eseguita su strumenti moderni diretta dall'assistente di Harnoncourt). Montanari docet.
Ovviamente non tutti si comportano come Peter Schreier, il quale ha cantato per molto tempo assieme ad Harnoncourt. Molti gruppi e orchestre suonano ancora il barocco come lo si suonava 40 anni fa. Un esempio: i Solisti Veneti, che si ostinano ad eseguire il repertorio barocco alla maniera romantica, ignorando così anni e anni di ricerca musicologica.
Quello che ritengo non più ammissibile nel 2011 è non tanto l'uso di strumenti moderni(non tutti hanno la possibilità e la voglia di dedicarsi allo strumento antico; non per questo deve essere precluso loro un repertorio che vanta infiniti capolavori), ma l'ignorare (e aggiungerei, lo snobbare) le ricerche che in questi decenni ha compiuto la musicologia.
Qui la faccenda comincia a farsi veramente seria, con gli interventi di esperti del settore. In ogni caso, non facciamoci prendere dal panico e tentiamo di dire qualcosa di personale e, si spera, di sensato. Credo che il sia pur breve dibattito cominci già a portare a delle osservazioni apprezzabili e convergenti, come quelle di Tommaso e del Musico in risposta.
RispondiEliminaMi sento di concordare con loro sul fatto che anche con strumenti moderni si possa fare della musica filologicamente "corretta", basta avere la dovuta preparazione e competenza. Bisogna insomma informarsi: non si chiama forse "musica storicamente informata"? Occorre però amche essere artisti, con una sensibilità del tutto speciale, e con un bagaglio di messaggi da trasmettere a chi collabora, come gli strumentisti, e a chi ascolta, cioè il pubblico.
Concordo col Musico a proposito dei Solisti Veneti, ma non mi piacciono nemmeno certi suoni eccessivamente "graffiati", anche di esecutori che vanno per la maggiore... e certi movimenti ossessivamente accelerati, fatto salvo l'intento di stupire e di inventare dello stile barocco, che è da considerarsi peculiare e proprio.
A proposito di Harnoncourt, lo considero un grandissimo direttore e artista, per me esemplare; altrettanto dicasi di Peter Schreier: non sono mai nè ossessionanti nè eccessivamente "graffianti": hanno l'equilibrio e la serenità della grande arte.
Albano
PAROLE SANTE!!!!!!
RispondiEliminaOstinarsi a ignorare gli studiosi perché "io so suonare e tu fai ricerche perché non sai suonare quindi stai zitto" è un comportamento deprecabile e per giunta da maleducati!
D'altra parte, criticare i musicisti senza saper suonare una nota è un comportamente altrettanto detestabile.
Quindi come dicevano i latini "In medio stat virtus" un po' di tutte e due le discipline, che poi sono strettamente legate, non guasta mai; se non ci sono le possibilità per lo studio o di una o dell'altra - e comunque non si può mai sapere tutto di tutto - esiste una cosa che si chiama COLLABORAZIONE (a volte corredata da una necessaria dose di UMILTA') per cui ci si aiuta a vicenda mettendo a disposizione chi la conoscenza teoricha chi la conoscenza pratica!
Tommaso M.
Interessante, molto interessante, il caro erudito Musicus, come sempre:) Solo pochi appunti... dal solito bastian-contrario della situazione...
RispondiElimina1. Chi sarebbero gli esperti che dicono che Herreweghe rispetta la prassi esecutiva antica? Come ho già fatto notare, la presenza delle donne nel coro non riflette la situazione di Bach...
2. Peter Schreier ha cantato molto anche per Richter ed il concerto qui postato poteva anche essere un omaggio al grande maestro. A parte il fatto che forse Karl Richter avrebbe apprezzato le ricerche di questi anni, visto il suo grande amore per Bach, pur venendo da un'altra tradizione, ammiro l'intenzione di Schreier... ma lo preferisco come evangelista piuttosto che come direttore. Altra faccenda è la Kirby, fantastica!
3. Non credo che chi scelga oggi di re-interpretare la musica antica con strumenti moderni lo faccia ignorando o snobbando le ricerche musicologiche, ma che sia invece proprio una scelta consapevole. Ribadisco, quante esecuzioni filologiche di Beethoven si sentono? E chi si rifiuta di suonare Chopin se su un moderno Fazioli invece che su un Pleyel originale?
Meditate o voi crociati della prassi esecutiva...
con simpatia ;)
dimenticavo... nel IV video... Harnoncourt è la spalla dei violoncelli! Non sarei sorpresa se tra i violini ci fosse la moglie :)
RispondiEliminaSaggio l'intervento di Albano. Quando si fa musica si deve comunicare, quindi bisogna essere in grado di coniugare la ricerca con l'aspetto artistico affinché l'esecuzione non diventi sterile. Sono d'accordo anche sul fatto che alcuni gruppi barocchi a volte esagerano, cercando suoni ed effetti che lasciano il tempo che trovano, magari soltanto per fare qualcosa di diverso, ma non di originale.
RispondiEliminaDopo l'esaltazione di Emma, un plauso più che dovuto ad Harnoncourt che rimane ancora oggi un grandissimo direttore, energico e comunicativo come pochi, nonostante abbia superato gli ottanta. W Harnoncourt!
Un'ultima cosa. Non spaventatevi da certi interventi. Fatevi coraggio ed esprimete le vostre considerazioni su quello che ritenete più opportuno. Brutte figure qui non se ne fanno.
Alcune considerazioni sull'intervento di LP.
RispondiEliminaCredo che parecchi musicologi e musicisti ritengano che Herreweghe segua la prassi antica. Tra questi anch'io, e come musicologo e come musicista. Bach aveva a disposizione le voci bianche e come Bach tutte le cappelle musicali ecclesiastiche utilizzavano i "pueri". Il detto di San Paolo che "…le donne dovevano stare zitte nelle Chiese" echeggiava ancora sonoro. Ma non considerare l'esecuzione di Herreweghe storicamente informata perché usa le donne mi sembra eccessivo. Se seguiamo questo criterio allora dobbiamo rispolverare anche i castrati. Chi si offre? Dirò di più. Non dovremmo nemmeno eseguire Bach in Italia perché eretico protestante. Attenzione a non estremizzare la filologia. Non porterebbe a grandi risultati.
Chi, al giorno d'oggi, consapevolmente evita tutta la ricerca musicologica è libero di farlo. Mi sembra però una scelta di comodo. Informarsi costa fatica. Meglio continuare per la via più semplice: suonare tutto il repertorio alla stessa maniera.
Esecuzioni storicamente informate del repertorio classico e romantico ce ne sono, eccome. Basta saperle cercare. Mozart, Haydn, Beethoven, Schubert, Chopin; tutti con gli strumenti della loro epoca. Nel prossimo post, dedicato agli strumenti, prenderemo in considerazione questi aspetti.
Noi crociati della prassi esecutiva stiamo avanzando.
Perdonami Musico, so che tu sei un musicista equilibrato, ma so anche di "invasati" della prassi esecutiva che sarebbero disposti a castrarsi con le proprie mani se potesse servire a qualcosa. Ed è quello che in modo metaforico fanno coloro che usano tecniche esecutive suicide in nome di estremismi ideologici non corrispondenti ad effettivi limiti strumentali. Attenzione che la ricerca non diventi mania!
RispondiEliminaNonostante stimi molto Herreweghe, non si può ignorare che la voce femminile, specialmente se ben educata (leggi impostata), abbia un timbro diverso da quella di un bambino. Bach era costretto a lavorare con le voci bianche pur se avrebbe preferito le donne e ci provò pure a portare la moglie in cantoria, meritandosi critiche e rimproveri. Allora dove sta la soluzione? Sinceramente preferisco le voci femminili, con un buon sostegno sono più precise nell'intonazione, purché non strabocchino nel vibrato lirico, mi sembra un buon compromesso. Che ne dici?
Anch'io preferisco le voci femminili ai bambini, anche se ci sono cori di voci bianche molto, molto bravi.
RispondiEliminaOvviamente le voci (come gli strumenti) non devono eccedere nel vibrato; anche perché il vibrato è un abbellimento, un effetto. Risulterebbe pacchiana (e non bachiana) una parte cantata sempre e comunque con il vibrato.
Caro Musico, trovo che finora le tue proposte hanno sollecitato l'interesse di cinque/sei persone circa, nonostante gli argomenti siano di grande stimolo per chiunque pratichi un po' di musica. Non credo che il discorso sia stato posto in modo tale da indurre timore di affrontare un certo confronto con opinioni diverse; mi sembra, anzi, che gli esempi proposti costituiscano una gamma più che sufficiente ad aprire il campo delle possibili osservazioni pro o contro e delle esternazioni di esperienze personali.
RispondiEliminaE' chiaro che in questo momento mi rivolgo in particolare a quei destinatari che erano e che sono ancora nelle tue intenzioni iniziali: un pubblico non necessariamente molto informato sulle cose specifiche, ma in qualche modo potenzialmente interessato a crescere in capacità di conoscenze e anche di critica su una materia praticata per puro diletto, per passione innata e senza alcuna finalità speculativa.
Mettendomi nei loro panni, credo di capire che ci sia una forte ritrosia o timore nell'azzardare pareri che, secondo loro, possono indurre quantomeno ilarità negli specialisti del settore: abbiamo già visto degli interventi mirati ad aspetti particolari, che solo una preparazione specifica riesce a comprovare. Tuttavia sono convinto che il buttarsi nella mischia non possa che giovare a valorizzare questa occasione di crescita "insieme", che tu, Musico, ci stai offrendo gratuitamente e senza risparmio di energie, come del resto è nel tuo eccezionale carattere.
Inviterei quindi gli interessati (i Cantori in particolare) a non nascondersi, ma a incrementare il dibattito costruttivamente, portando il frutto di qualche esperienza fatta in questi anni di pratica musicale
dilettantistica. Il confronto può e deve essere un motivo in più per documentarsi, ascoltando la Musica, parlandone alle prove, chiedendo informazioni...
Io non perderei questa occasione di crescita!
Albano
Sottoscrivo le parole di Albano. Capisco che ci possa essere un po' di timore, ma sicuramente i commenti non produrranno ilarità negli specialisti. Anzi chi è del mestiere legge con attenzione e interesse i pareri dei meno esperti.
RispondiEliminaIl fatto che il blog venga letto da altri muscicisti e musicologi non deve scoraggiarvi; pensate piuttosto che questi fungano da "comitato di vigilanza" (visti i tempi che corrono) su quello che scrivo. Anche se prima di pubblicare i post controllo e verifico quanto scritto, l'errore può sempre scappare.
E' ovvio che gli esperti intervangano e che i loro interventi tocchino questioni specifiche, ma questo non deve farvi desistere dall'esprimere le vostre considerazioni.
I commenti non devono necessariamente avventurarsi in teorie ermeneutiche; non siamo qui per vedere chi è più bravo. Siamo qui per imparare; tutti. In quest'ottica commentare significa fare domande, chiedere chiarimenti, soddisfare curiosità, etc. Quindi, fatevi avanti!
Caro Musico,so consiglio del Direttore mi lancio in un commento.
RispondiEliminaHo ascoltato e confrontato le due interpretazioni dell'Oratorio di Natale di J.S.Bach: la mia preferenza cade senza dubbi sulla prima, non solo perchè preferisco la musicalità degli strumenti originali che mi sanno trasmettere vibranti sensazioni ma soprattutto perchè il Coro dei ragazzi\bambini sa esprimere in modo veramente eloquente il “giubilo e l'esultanza” per l'imminente venuta del “Cristo-Bambino”( mi piace tanto la direzione di N. Harnoncourt), cosa che si avverte molto meno nel Coro diretto da Peter Scheier.
Se posso permettermi una critica (non ne ho certo le competenze) non mi è molto piaciuta la vocalità e l'interpretazione talora un po' piatta del Coro “adulti” diretta da Harnoncourt.
Posso chiederti la differenza tra l'oboe d'amore e l'oboe da caccia ? Sarebbe bello poter conoscere gli strumenti “originali” usati in questi brani.
Grazie
Miro
Bravo Miro. Innanzitutto una considerazione statistica. Finora la maggior parte delle persone che hanno commentato preferisce il suono degli strumenti antichi; l'intervento di Miro lo conferma. In effetti c'è molta differenza tra le sonorità degli strumenti antichi e quella degli strumenti moderni; pian pianino vederemo il perché.
RispondiEliminaPassando alle sezioni maschili del coro diretto da Harnoncourt. Non sono malvage, anzi. E' vero anche che l'intervento al minuto 4'10 (fino a 4'55) non convince tantissimo.
Vedo che un po' di curiosità inizia a manifestarsi. Se permetti, però, lascerei la domanda in sospeso. Questo perché dal prossimo post inizieremo a parlare di strumentie avremo modo di conoscere da vicino i vari strumenti. Al momento ti anticipo che l'oboe d'amore e l'oboe da caccia differiscono nella forma e nel fatto che il secondo ha una tessitura più grave rispetto all'oboe d'amore.